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domenica 29 gennaio 2012

Gino Buizza: Digital Storytelling per il sociale: un'esperienza nei luoghi di detenzione


Come Associazione Digital Storytelling portai all’interno del carcere di massima sicurezza “Borgo San Nicola” di Lecce la possibilità di far realizzare ai detenuti digital storytelling.
Attraverso l’analisi del sè si era stabilita una relazione interpersonale tra me e il detenuto di “coinvolgimento totale” come auspicato da L. Galliani (1995).
Il lavoro è durato quasi un anno e al termine i risultati sono stati molto interessanti sul piano del prodotto con efficacia comunicativa di buon livello. Però è necessario andare oltre alla valutazione del prodotto e del processo che hanno condotto alla produzione e passare ad una lettura semiotica dei digital.
“Dove ho imparato e capito che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a rendere la vita spettacolare …”
“Dove ho imparato e capito che l’amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite e che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire…”
“Dove basta che io mi racchiuda nel buio della notte perché il mio animo riviva il calore di ogni loro tenero abbraccio e piccolo gesto…”
Ecco, emerge che la sofferenza delle persone nel luogo di detenzione non è la perdita della libertà bensì per gli affetti che stanno oltre le sbarre.
Digital storytelling: il cuore che parla mediato dalla ragione e porta ordine nel tumulto dell’anima.

martedì 6 dicembre 2011

Corrado Petrucco, Marina De Rossi, Fabrizio Personeni: Digital Storytelling per la Matematica

La ricerca intende esplorare l'utilizzo educativo del digital storytelling come metodologia didattica per insegnare la matematica nella scuola primaria e secondaria di I°. Infatti questa materia presenta grandi
difficoltà da parte degli alunni della scuola italiana. L'obiettivo è quello di verificare se l'utilizzo di narrazioni digitali faciliti maggiormente i processi di apprendimento degli studenti rispetto alle
lezioni classiche/frontali ed alle lezioni con il semplice ausilio di multimedia (PPT).
Il digital storytelling è in grado infatti di situare e rendere concretamente visibili alcuni aspetti astratti della matematica e di rapportarli alla vita di tutti i giorni dei ragazzi permettendo un maggiore coinvolgimento; inoltre la componente multimediale (fatta di suoni, immagini, video) sembra essere più vicina alle modalità comunicative dei minori, sempre più legati all'uso delle nuove tecnologie.
La ricerca-azione coinvolge i docenti di 20 classi della Provincia di Trento. Dopo una prima fase di insegnamento delle strategie di produzione del digital storytelling, gli insegnanti hanno realizzato le proprie risorse didattiche da sperimentare in classe. Si è quindi comparato l'effetto delle 3 modalità di lezione (frontale, con power point e con digital storytelling) a partire dallo stesso argomento attraverso un disegno quasi-sperimentale. Nella seconda fase del progetto sono stati invece coinvolti direttamente anche gli studenti nell'elaborazione di digital storytelling disciplinari pensati per i loro pari.

lunedì 28 novembre 2011

Licia Ravarotto, Giulia Mascarello: Digital Storytelling per l'insegnamento della sicurezza alimentare


Il progetto di ricerca “Comunicazione del rischio chimico correlato al consumo di alimenti: comparazione dell’efficacia tra strumenti di comunicazione web-based e tradizionali” finanziato dal Ministero della salute, mira a ottenere un duplice risultato. Da un lato la ricerca si propone di creare un modello innovativo per la costruzione di campagne di comunicazione sul rischio chimico in alimentazione, basato su un approccio partecipativo che prevede l’impiego della tecnica dello storytelling. Dall’altro intende valutare quali sono gli strumenti più idonei per comunicare questo tipo di rischio agli adolescenti: carta, secondo la via tradizionale, o web? Le potenzialità dello storytelling per la costruzione del messaggio di comunicazione, e in particolare del digital storytelling come strumento web, saranno analizzate con le tecniche della ricerca sociale per capire l’effettiva validità della loro applicazione per la comunicazione del rischio per la sicurezza del consumatore.

sabato 12 novembre 2011

Erika Iervolino: Progetto di didattica sperimentale per la valorizzazione e la fruizione emozionale del Museo Bottacin di Padova


Se spesso la visita guidata all’interno di un museo viene vista come ostica o noiosa dai non addetti ai lavori, perché non proporre un modo nuovo e stimolante di affrontarla?
Da qui l’idea di un progetto di didattica museale innovativo che, sfruttando i caratteri precipui del Digital Storytelling, possa coinvolgere emozionalmente il visitatore grazie ad un’immersione totale nell’epoca e nella vita di un personaggio eclettico e particolare quale fu Nicola Bottacin, fautore del museo che porta il suo nome.

giovedì 27 ottobre 2011

Nicoletta di Blas: "Storytelling" Digitale a Scuola Policultura


Policultura is a project by HOC-LAB of Politecnico di Milano. From 2006, almost 17,000 Italian students from all school grades have “told their digital stories” using 1001stories (a tool developed by HOC-LAB, available online for free), in the frame of a national competition. Extensive monitoring of the experience show that substantial benefits of various kinds are achieved by the participants. Policultura, officially acknowledged by the MIUR for its educational value, represents the largest deployment of digital storytelling technologies in school at Italian - and probably at international – level.

PoliCultura è un progetto di HOC-LAB del Politecnico di Milano. Dal 2006, quasi 17.000 studenti di scuole di ogni ordine e grado hanno “narrato storie digitali” usando 1001storia (uno strumento sviluppato da HOC-LAB reso disponibile online gratuitamente), nel contesto di un concorso nazionale. L’esperienza è stata monitorata estensivamente; i dati mostrano che i partecipanti ottengono benefici didattici significativi. PoliCultura, riconosciuto ufficialmente dal MIUR per il suo valore didattico, rappresenta il caso di uso più esteso di attività (a scuola) di storytelling digitale in Italia e probabilmente nel mondo. 

http://hoc.elet.polimi.it/
http://www.policultura.it/

Jean Claude Callens: Digital Storytelling as a Mediation Tool to Support Critical Reflection


In this contribution we study the impact of learner control and of linear/non linear structured guidelines to write a digital story on reflection processes. The results reveal that when students reflect by writing a digital story, the score on (critical) reflection is rather low. Second, the results of this study confirm – at least partially – the influence of learner characteristics on the degree of (critical) reflection. Furthermore, it seems that the assumption that prior knowledge may be one of the factors that determine the effectivity of learner control is –at least partially- confimed in this study. Third, it seems that when third-year students have ample learner control, their digital stories contain more elements that refer to a critical reflection. Finally, it seems that more linear structured guidelines to write digital stories more support reflection processes. To conclude, we discuss the practical implications of this study.

Simonetta Boscolo, Sara Colombo: Digital Storytelling: un Ponte tra Presente, Passato e Futuro


Molti docenti delle prime fasce dell’obbligo scolastico utilizzano la metodologia dello storytelling in modo più o meno consapevole. Nell’era del digitale e dei digital native essa però si trasforma e si sviluppa per comprendere comunità sempre più allargate e sempre più in grado di condividere e collaborare.
La tecnologia può diventare allora un mezzo per attività antiche, per azioni ancestrali. Nulla di nuovo all’orizzonte se sappiamo vedere il conosciuto chiamandolo magari Digital Storytelling, se continuiamo a vedere l’essere umano attivo, partecipe, consapevole, propositivo, protagonista.
La sfida per la scuola è quindi quella di assolvere il suo compito educativo a 360° riflettendo sulle proprie metodologie, creandone di nuove o adattandole alle finalità da raggiungere. Non si può relegare la parte tecnologica ad un’area a sé stante, asettica, ma deve assurgere al ruolo importante di nuovo ambiente di vita, educativo, sociale e di apprendimento delle generazioni attuali e future.

http://www.chioggia2.it/chioggia2/formadocenti/indexformazione.htm
http://ilblogdellemozioni.blogspot.com/